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(Past. Angelo Scannapieco, poesia ispirata da un momento di sofferenza di una famiglia della chiesa)
"Quando la sofferenza stringe il cuore"
Quando la sofferenza stringe il cuore
Ciò che ne esce deve essere amore;
e non rancore verso chiunque non comprenda il tuo cuore, nemmeno timore di non essere compreso vedendo passare le ore;
c’è qualcuno che sta ascoltando il tuo cuore.
Un piccolo nido sta vacillando
Ma grandi braccia lo stanno attorniando.
Non dire male di ciò che non sai
Non dire male di ciò che non hai
Perché ciò che sai e ciò che hai fanno oggi ciò che sei.
'Tu sei la mia opera perfetta e mentre ti guardo, sorrido con te, vivo con te mi stringo a te, e soffrendo con te: Piango'.
Ora che le sofferenze ti stanno stringendo il cuore
Lasciamo uscire solo l’amore.
'Dammi i tuoi piedi'.
'Eccoli Signore'.
'Io te li lavo oggi col mio amore'.
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Rosaria - Napoli
“In seguito alla gravidanza i medici riscontrarono una grave malformazione al cuore. Questa malformazione ha tenuto in ansia i medici a motivo del parto e dello sforzo che avrei dovuto sostenere (perché durante la gravidanza non potevano operarmi al cuore).
Con l’aiuto di Dio superai in modo soprannaturale il parto e dopo di questo i medici mi consigliarono di operarmi subito. Per avere conferma della malformazione consultai altri due primari di importanti ospedali che confermarono la presenza di questa malformazione, così decisi di operarmi. Fu fissata una data per l’operazione ma il primario per motivi (credo proprio soprannaturali) non si presentò e l’operazione non fu effettuata.
Fu fissata un’altra data, lunedì 10 gennaio, nel frattempo il sabato prima, decisi di andare in chiesa di mia madre, dove c’era un amico del pastore come ospite (il past.Angelo Scannapieco) che parlò di guarigione. In quell’occasione mi sentii guarita, lo dichiarai e dissi a mia madre che sarei andata in ospedale, ma che sicuramente non mi avrebbero operata perché non avrebbero trovato più la malformazione e così fu. Gloria a Dio! Entrai in ospedale ma nel fare gli accertamenti prima dell’operazione, il primario disse:<<Cosa dobbiamo operare? Questa ragazza non ha niente!>>. Da allora sono passati più di 3 anni e sto bene!”
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Alessio
Ci sono momenti nella vita in cui ti rendi conto che hai bisogno di qualcosa, di qualcosa che è semplice da raggiungere, che è sempre disponibile, ma che il cuore freddo delle persone non è sempre disposto ad accettare: la fede. La mia esperienza inizia il 9 ottobre 2006. Sono sempre stato un ragazzo felice, ma ultimamente non riuscivo ad assaporare i doni della vita e mi facevo problemi assolutamente inutili che non mi hanno permesso di vivere al meglio. Poi, sono cambiato. Ho sempre avuto paura di certi mali. I tumori erano il mio incubo. Mi hanno sempre definito come una persona ipocondriaca: dicevano che avevo sempre sintomi inesistenti. Poi un giorno quei sintomi sono divenuti reali e, dopo varie analisi, è venuto fuori ciò di cui avevo maggiore paura: un tumore. Quella fu la vigilia del cambiamento: avevo perso il terreno sotto i miei piedi, non riuscivo a credere che ciò stesse capitando a me, avevo molta paura. La mattina del giorno seguente mi alzai. In casa non ero solo: c’era la donna delle pulizie. Può sembrare un problema da niente, ma sfido chiunque ad essere se stesso dopo una notizia del genere, neanche passate ventiquattro ore. Rimasi in camera per più di un’ora. Avevo un calendario, regalatomi da mia madre: “Più che vincitori”. Lo presi e, leggendolo, comincia a capire e iniziai ad aprire il mio cuore. Avevo bisogno di qualcosa, di speranza, di certezza: avevo bisogno di credere. Quella mattina piansi. Noi siamo quello che crediamo. Questa è la verità. Continuai a leggere e affrontai la situazione, fronteggiai una giornata che l’Alessio di prima non avrebbe mai creduto di saper e poter affrontare. Una forza nuova si stava risvegliando dentro di me. Il giorno seguente “rubai” ai miei genitori una Bibbia. Da quel giorno è una mia lettura quotidiana, un elemento essenziale, l’unico capace di alimentare il mio cuore ed il mio amore. Sono cambiato. Non sono più la persona che ero prima.
Ho capito quali sono le cose importanti nella vita ed ho capito il mezzo tramite cui puoi raggiungerle e vivere nella serenità: la Fede. Ognuno di noi potenzialmente ce l’ha, ma a volte è qualcosa d’assopito, di nascosto e lontano da raggiungere. Ma poi accade qualcosa, una specie di scintilla che ti permette di raggiungerla. Ogni sera ho pregato affinché la mia vita prendesse una strada diversa da quella che avevo preso. Ed i risultati sono arrivati. Dopo un ciclo e mezzo di terapie, quel tumore la cui estensione e la cui massa prevedevano sei-otto cicli come cura di base, è completamente scomparso. Il mio cuore è pieno di gioia, di fede, due certezze che non mi abbandoneranno mai. La mia vita ha subito una svolta e questa è dettata dal versetto su cui ho pregato per tutti questi giorni:
" in verità vi dico che se avete fede e non dubitate, non solo farete ciò che io ho fatto al fico, ma se anche diceste a questo monte: “Levati di lì e gettati nel mare”, ciò avverrà. E tutte le cose che chiederete in preghiera, avendo fede, le otterrete". Matteo 21:21
Su questo versetto ho basato la mia vita. Questo sarà sempre il mio fondamento in ogni momento di difficoltà.
Successivamente un altro versetto mi ha colpito e ho fatto mio: "vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri". Giovanni 13:34
Questi due versetti sono stati il fondamento per la mia svolta e cerco di applicarli ogni volta che posso. Ed ora il mio intento è quello di far capire anche agli altri la meraviglia della fede. Come dico sempre, non pretendo che una persona cambi dall’oggi al domani, ma spero che il mio esempio e la mia esperienza siano d’aiuto a coloro a cui io la racconterò. In questo modo, nel momento del bisogno, avranno qualcosa a cui attingere, qualcosa in cui sperare e credere. Tutto ciò che mi è accaduto è come una luce che si è accesa nel mio cuore e: 'si prende forse una lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? Non la si mette piuttosto sopra il candeliere?' Marco 4:21
Per questo io racconto la mia esperienza. La racconto nella speranza che una scintilla si accenda anche nei vostri cuori. Prima di terminare vorrei puntualizzare una cosa: ho avuto tante persone accanto in questo periodo che mi hanno sostenuto e rincuorato. Ringrazio Dio per coloro che mi sono stati accanto. Ogni loro parola ed ogni loro gesto è stato molto importante in tutto questo mio percorso. Li ringrazio con tutto il cuore. Ma se dentro di noi non abbiamo la certezza di stare ben, se dentro di noi non abbiamo un cuore che pulsa e che dice “ce la farai, devi avere Fede”, non ci sarà parola o pacca sulla spalla che ti renderà felice.
È per questo che nella vita bisogna avere Fede. Questa ti aiuterà anche nel rapporto con gli amici e con i non amici, ti aiuterà sempre.
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Federica
Provengo da una famiglia cattolica che mi ha dato solide basi per capire ciò che era giusto fare e ciò che andava contro quello che viene comunemente chiamato “amore cristiano”, e per questo sarò sempre loro grata.
Proprio grazie all’osservanza dei miei genitori, fin da bambina sono stata introdotta in ambienti spirituali, ovviamente di origini cattoliche. La preparazione alla Prima Comunione non fu basata semplicemente su catechismo fatto una volta a settimana, ma fui seguita da suore francesi, le Suore del Cenacolo, un lungo anno fatto di lettura di passi della Bibbia e ritiri spirituali anche di più giorni, immersa nel verde e nella tranquillità di un piccolo angolo di paradiso ritagliato in una città caotica come Milano. Proprio durante questi ritiri, fatti solo di preghiera e comunicazione con persone che ritenevo dovessero avere un’alta comprensione spirituale ed un continuo dialogo con Dio, ebbi il coraggio di aprirmi e confessare ciò che mi succedeva: mentre passeggiavo in quei meravigliosi giardini, con il cuore talmente ricolmo di gioia e bellezza da sentirlo battere come un tamburo, al mio fianco c’era una presenza tangibile, come lo era tutto quello che stavo guardando e toccando, una presenza dolce, tenera e capace di ascoltare quel mio piccolo rumoroso cuore con un amore immenso, rassicurante, incondizionato. Non dovevo fare nulla per guadagnarlo, era un regalo rivolto a me che ascoltavo, e contemporaneamente rivolto a tutte le creature su questa terra, un amore di crescita e di vigore fisico e spirituale, un amore così grande e coinvolgente da far capire che ognuno di noi deve avere una visione più ampia di quella data dai propri occhi; siamo tutti una sola comunità, tendiamo tutti verso una sola direzione: quel luogo identificato con il cuore, che ci permette di ascoltare quella voce calda ed amorevole che ci guida verso lo stato di grazia interiore e che ci permette di essere dei perfetti canali al servizio di nostro Padre, affinché si possa amare profondamente ed incondizionatamente ogni essere intorno a noi, per aiutarlo ad intraprendere la stessa strada di ascolto e di ascesa verso la Sua casa. Non era la prima volta che quella presenza si trovava al mio fianco, c’era sempre stata, ma per la prima volta avevo avuto il coraggio di dire ad alta voce ciò che vedevo e sentivo; sicuramente loro sarebbero state in grado di capire e di aiutarmi ad aprirmi sempre più, per servire meglio nostro Signore attraverso una strada comune a tutti, ma con un percorso personale dettato dalle mie particolari caratteristiche e doti. La risposta che mi giunse, però, non fu quella che mi aspettavo, mi lasciò anzi di stucco. Dopo che ebbi finito di spiegare con parole semplici da bambina tutto quanto, ci fu un lungo silenzio e sul volto della sorella che ci seguiva si stampò un visibile punto interrogativo, ed infine mi sentii dire che la mia visione della questione era ancora molto infantile, che alla mia età sarei dovuta essere più matura, come se stessi parlando di un amico immaginario con il quale avrei dovuto smettere di parlare e che avrei dovuto lasciar andare; ma io sapevo che quell’amico era prezioso. Così non dissi più niente, ma continuai a rimanere in Sua compagnia.
Negli anni a venire proseguii il mio cammino, un po’ per scelta ed un po’ per caso, in questi ambienti, in luoghi e con persone diverse, sperando che prima o poi qualcuno riconoscesse ciò che dicevo e mi dicesse: ”Anche per me è così! Deve essere così! E questo è solo l’inizio, vedrai!”; ma le risposte furono le più svariate, fra cui la proposta di farmi suora. Sinceramente ci pensai a lungo e seriamente, ma giunsi alla conclusione che quel cammino non era nel mio cuore. Così ripresi la mia vita sempre più scoraggiata e sola, pensando di essere una ragazza molto infantile, con molta fantasia da sfogare, ma che nonostante tutto non poteva fare a meno di vivere seguendo ciò che dettava quel suo cuore così bizzarro agli occhi altrui.
Passarono pochi anni dalla mia Prima Comunione e fui sicura che le mie non erano solo fantasie e che quell’”amico immaginario” era proprio lì, per me e per i miei cari, e quindi necessariamente per tutti coloro che lo volevano come guida della propria vita. Due brutte malattie, ognuna per motivi ed in modi diversi, colpirono contemporaneamente due persone molto speciali di famiglia. La situazione era molto grave in entrambi i casi ed i miei genitori si barcamenavano da una parte all’altra come meglio sapevano fare, ma la situazione continuò a precipitare fino ad arrivare ai limiti umani. A quel punto, ormai quasi rassegnati alle due perdite, accettarono la proposta di una ragazzina che un giorno si presentò loro davanti dicendo che si sarebbe occupata lei di una delle due malate, perché lei “sapeva cosa fare”. Forse fu solo la disperazione a convincerli, o forse fu la sua determinazione, perché era chiaro che quella forza e quelle parole così sicure, e poi i risultati che ne derivarono, potevano essere frutto solo di una mano divina che la guidava, passo dopo passo, attraverso un mondo a lei sconosciuto; e così, in effetti, era: non feci mai nulla da sola. Anche se consciamente realizzai pienamente tutto questo più tardi, eseguivo solo ciò che quella voce calda e contemporaneamente autorevole mi diceva, perché solo a pensare di seguire le sue indicazioni scendeva su me e sulla situazione da affrontare una gran pace ed altrettanta fiducia nel fatto che quello che stavo per dire o fare era sicuramente un nuovo passo verso la guarigione. Per una frazione di secondo, prima che la mia mente mi rovesciasse addosso mille dubbi, ero sicura che nell’istante in cui avessi ubbidito, tutto sarebbe andato bene. E così in effetti succedeva, ovviamente con tempi diversi per ogni situazione, e quindi avendo una gran fede ed altrettanta pazienza per lasciare il tempo alle cose di rendersi manifeste agli occhi terreni. Quello che nacque, giorno dopo giorno, da questa situazione fu un legame fortissimo con questa persona stupenda, altrettanto determinata e fiduciosa nel fatto che ciò che vedeva e sentiva dentro sé erano la strada giusta da percorrere; naturalmente tutto questo portò ad una crescita contemporanea di due spiriti affini, che finalmente avevano trovato qualcuno con cui poter condividere ciò che era nascosto volutamente dentro ognuna, perché altrimenti ritenute infantili o pazze, e che ora camminano parallelamente, ognuna sulla propria strada, verso un obiettivo comune: giungere al trono della grazia di Dio Padre.
Devo ammettere che ormai non mi aspettavo più di trovare qualcun altro con cui poter condividere tutto questo, ed invece un giorno fui presentata ad un gruppo di persone di fede evangelica. Confesso la mia ignoranza dicendo che non sapevo bene nemmeno di cosa si trattasse, ma per fortuna non mi tirai indietro, forse per curiosità, forse per bravura dell’oratore o forse solo perché affamata. Ora, dopo circa sei mesi in cui ho cominciato regolarmente a seguire i loro incontri, a frequentare la chiesa, a studiare la Bibbia e a vivere in mezzo a loro come meglio posso, ringrazio di tutto cuore la persona che mi ha condotta alla Gesù Vive, perché finalmente ho trovato una vera comunione d’intenti, dove il mio mondo ha acquistato finalmente un significato e dove il mio modo di vivere non solo non è sbagliato ed infantile, ma anzi sono supportata e spronata proprio verso quella crescita interiore in cui tanto sperai per tanti anni. Finalmente, credo per la prima volta, sono veramente serena, perché ho davanti a me la sicurezza di poter vivere la vita che ho sempre sognato e che ero convinta non appartenere a questo mondo, ma semplicemente ad una mia fantasia, tanto reale, però, da rendermi inaccettabile ogni passo che potesse portarmi lontana.
Grazie di tutto cuore.
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